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diventa morandi (Bologna)

Diventa Morandi (Bologna via Fondazza)
15 ottobre 2016 > XII Giornata del Contemporaneo
Dalla casa di via Fondazza, luogo del suo universo creativo, il maestro bolognese ha saputo guardare oltre, intrecciando il suo sguardo con quello dei più grandi pittori italiani ed europei del passato e suoi contemporanei, elaborando la sua poetica unica e infinita.
A Casa Morandi con i nostri lavori intendiamo restituire un’interpretazione dell’intangibile presenza della luce, delle volumetrie, del ritmo di colore,
di suono, di movimento e di visione, guidando così il visitatore a vivere un’esperienza tesa a creare un dialogo a doppio filo, tra il tempo morandiano e il presente.

Interventi
SALA CONFERENZE/ FRANCESCA CESARI/FOTOGRAFIA
Una presenza femminile anima le stanze morandiane, esplorando nel silenzio i gesti e le visioni che accompagnano la percezione di un’immagine e che anticipano il momento della creazione artistica.
L’atto dell’osservare è una fase di grande suggestione, in particolare da parte dell’artista, che ha una straordinaria sensibilità nel percepire la realtà e una speciale apertura a trarne ispirazione. Entrare negli ambienti vissuti da Morandi e sentire così forte la sua presenza ha immediatamente suscitato il desiderio di ricalcarne i passi, cercando in quei luoghi le immagini che lui aveva potuto vedere attorno a sè. Il lavoro si è poi sviluppato attraverso un secondo livello, nel quale
si è indagata simbolicamente la funzione stessa del guardare, tramite l’apparizione di una figura femminile che si muove nello spazio della casa e osserva l’esterno.
Questa eterea presenza porta su di sé una molteplicità di aspetti: riflette infatti noi osservatori che ci addentriamo in queste stanze, come lo stesso Morandi che da quel piccolo spazio attraverso la sua visione ha creato un universo; ci riporta alle donne – la madre e le tre sorelle- che hanno sempre condiviso con il pittore le mura domestiche e così tanta vita insieme; infine vuole suggerire la grazia dell’ispirazione, che come un’epifania mostra sotto una nuova luce la realtà.

STUDIO/RITA CORREDDU con la collaborazione di MICHELE BRAGA/INSTALLAZIONE SONORA
Un’indagine sonora sugli oggetti morandiani.
Attraverso la registrazione e la composizione delle sonorità intrinseche agli oggetti morandiani è possibile incontrare l’opera del Maestro in un’esperienza di ascolto, come suono, che con le sue vibrazioni avvolge chi osserva lo studio dell’artista e i suoi oggetti.
Un ascolto silenzioso e interiore, è il canale per potersi immergerere in un’esperienza altra di visione.

BIBLIOTECA/MARIA RAPAGNETTA/OSSERVAZIONE ESPERIENZIALE
L’osservazione è focalizzata sul cortile di Casa Morandi, attraverso ciò che si caratterizza come “atto fenomenologico del guardare”. Un percorso di avvicinamento alla poetica morandiana che si esplica proprio nel passaggio realizzativo tra guardare e vedere.
L’incontro inizia con un’introduzione per chiarire le modalità del percorso di osservazione del cortile, a cui segue un breve rilassamento da seduti, e poi ci si sofferma davanti alla finestra per osservare il cortile con i suoi elementi e la luce che ne modella le forme e i colori, restando in una dimensione di attesa e ascolto.
Concentrati nell’osservare si entra facilmente in un’atmosfera di silenzio e sospensione di morandiana memoria, che conduce verso il confine sottile tra guardare e vedere, tra riconoscibilità e essenza, tra apparire e mostrarsi. La finestra quindi si fa cornice dell’incontro tra paesaggio e osservatore, il guardare stesso crea l’immagine interiore come dipinta sulla tela, resta solo l’eco di una originaria domanda: cos’è ciò che guardo?

ATRIO/EMILIA SINTONI/DANZA
Una danza silenziosa, per esplorare il costante movimento fra alcuni principi presenti nella ricerca artistica morandiana, dentro e fuori tradizione e innovazione, ordine/struttura e apertura allo spazio, dinamismo e forma in sospensione. La performance si svolge nell’atrio, ispirandosi al portico come luogo caratterizzato da architettura particolare, con linee e diagonali, archi e volte, dettagli collegati alle coordinate cartesiane e a figure spaziali bi e tridimensionali quali
il quadrato, il cubo…interpretando così volumetrie e forme in movimento, creando in divenire molteplici percorsi che riproducono i segni del piano di posa dell’artista, secondo spirali, cerchi concentrici, semicerchi, spazi che si avvitano, rette che delimitano. Strutture e strumenti, questi, che possiamo ritrovare negli studi di prospettiva ma anche alla base delle leggi naturali, così come in discipline scientifiche e nelle tecniche di notazione della danza e analisi del movimento. La danza realizza un flusso di immagini che scorrono, ma anche pose catturate in equilibrio, emergenti come da uno sfondo fluido di possibilità, in cui il movimento diviene energia sottile, vibrazione e sospensione, fin quasi a spegnersi. Ritroviamo così anche una dinamica fra poli opposti: dimensionale (dal grande al piccolo, dall’espanso al raccolto, all’intimo) e spaziale- direzionale fra movimento orizzontale (che procede più lento, morbido e circolare) e verticale (più rettilineo, rapido e scattante). In fondo, possiamo ritrovare tutto questo anche nelle composizioni di Morandi, oltre ad un rapporto fortemente materico e fisico con gli oggetti: essi sono volumetrie vive, protagoniste in evidenza e con una profondità emozionale, immagini che prendono una forma legata anche al vissuto del momento, riflettendo e rispecchiando stati d’animo personali e umani.

ALA CONFERENZE/GIUSEPPINA SIOTTO/PERFORMANCE
Una lettura di Morandi, che restituisce il suo rapporto con il contesto familiare.
La vita dell’artista, la sua arte, il suo sguardo sul mondo, si sono sviluppati ed espressi prevalentemente da casa, dove ha vissuto con le donne della sua vita: la madre e le tre sorelle. Proprio queste, insegnanti ad Alessandria d’Egitto, sono state portatrici di novità nella loro
cucina: per ospitare Cesare Brandi servono in tavola un impeccabile risotto al curry, al posto delle tradizionali tagliatelle bolognesi.
La nota di Brandi su questo episodio ci rivela come in casa Morandi anche la quotidianità fosse animata da un certo interesse per altro dalla tradizione: “Dà più apertura di luce…questa storia del curry, che il fatto che non sia stato a Parigi”,
Qui, ora, si mettono in scena forme e colori da utilizzare in cucina, come un quadro che si autocompone, su un tavolo sistemato in quella che un tempo era l’ala di servizio della casa.
I colori e le forme morandiane vengono rievocati attraverso oggetti di uso comune, di semplici packaging di ingredienti puri, in cui il colore si presenta come volume, da trasformare in cucina. Insieme a questi, cibi trasformati, scelti dal ricettario di famiglia, tra quelli che maggiormente evocano i colori e i volumi morandiani.
Pacchi di riso, di grano, barattoli di spezie colorate, budini, pilaf, composte e conserve, dai colori tenui e di terra, tono su tono, compongono una possibile natura morta, sulla linea che unisce Chardin e Morandi.

CORTILE/LAURA ULISSE/PERFORMANCE
Una figura abita e attraversa uno spazio, il giardino condominiale e la serra all’interno di esso. Attraverso la gestualità e il senso del suo stare, tenta di far emergere un paesaggio interiore.
La luce muta secondo l’ora e i desideri del cielo, e introduce il sapore del tempo. Un tempo che sembra essere sospeso, dilatato.
In questa atmosfera di sospensione, la performer attraverso le sue azioni crea una composizione che si ripete nello spazio e costruisce forme che sfumano nel paesaggio di fondo, in una continua evoluzione e rielaborazione dell’immagine.
Come un albero che assorbe e si fa agire dall’ambiente, la sua presenza diventa superficie e disegna traiettorie che attraversano i differenti paesaggi: del giardino e della serra.
Il tentativo è di esprimere quel desiderio di ordine e di combinazione, che appartiene alla poetica del pittore, ma anche il senso di squilibrio e di dubbio, spesso presente nelle sue opere. E rendere tangibile la sospensione del tempo e il senso di attesa, alla vista di chi passa, guarda e attende.

In collaborazione con:
www.mambo-bologna.org

Un ringraziamento speciale a:
Lorenza Selleri, Giusi Vecchi, Alessia Masi, Anna Gaia Collina, Sergio Conti, Vera Ottani e Umberto Mazzone, Carla Ricci Signorini, Carlo Zucchini, Fondazza Social Street

Casa Morandi Via Fondazza 36 | 40125 Bologna tel. +39 051 6496611

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